Thursday, November 02, 2006
DALL' "A-TEAM" ALL' "EQUIPO A"
Gli Spagnoli non hanno un buon rapporto con l’inglese. Sará per il fatto che i suoni gutturali e sibilanti tipici dello spagnolo mal si conciliano con quelli anglosassoni (provate a far pronunciare allo spagnolo tipo il “th” inglese e vedrete come la maggior parte di essi si accontenteranno di emettere una poco somigliante “d” o “t”; per non parlare dell’uso dell’ “h”, che lo spagnolo praticamente ignora). O sará perché di lingue gli Spagnoli ne hanno giá fin troppe a casa loro, con il loro mescolio di dialetti ed idiomi per cui sí, il castellano sará la lingua ufficiale, pero’ intanto si parla catalan in Cataluña, galego in Galizia, l’incomprensibile euskera nel “Pais Vasco”, dialetti locali pressoché ovunque, alla faccia dell’unita`nazionale.
O sará perché sin dai tempi dell’Armata Spagnola c’é qualche ruggine tra mondo iberico e mondo anglosassone, e una totale diseguaglianza di temperamento tra gli abitanti dell’uno e quelli dell’altro. Oppure perché la pesante ereditá di Franco, che nei confronti dell’idioma del nemico si comporto’ come in Italia fece Mussolini cercando di limitarne il piu’ possibile l’uso, si fa ancora sentire. Insomma, sará per tutte queste e per altre ragioni storiche o sociali, fatto sta che uno spagnolo l’inglese non lo parlerá mai volentieri, né si sentirá a suo agio sentendoselo in bocca. Appena puo’, preferirá esprimersi nella sua lingua madre (molte delle parole che noi italiani diamo per scontate, come “weekend” e “beauty case”, in Spagna non si usano mai); e anche dove l’inglese ha ormai preso piede sull’onda della colonizzazione mediatica degli ultimi decenni, gli Spagnoli hanno messo in atto una strana resistenza consistente nel prendere le parole inglesi usándole a modo loro. Cosí, l’ “aftersun” si pronuncia come si scrive, con una bella e marcata “u” finale; il football suona sempre uguale, ma in cambio si scrive “Futbol”; l’ “I-Pod” rimane tale e quale lo si scrive; il PC viene tradotto con il suo significato originale e diventa “Ordenador”; le connessioni Internet senza fili sono “uifi”, e non “uai fai”.
Il mondo giovanile non fa, per ora, eccezione: gli U2 si leggono rigorosamente “U Dos”, e a nessuno verrebbe in mente di chiamarli “Iu Ciu”; per quanto riguarda gruppi come i “Blur” si evita persino lo sforzo che facciamo in Italia di inglesizzare la “U”, e il risultato é un gruppo che suona bene per una festa di paese, non per un festival internazionale come il “Summercase” (da pronunciarsi rigorosamente “Summercheis”).

Doverosa introduzione che puo’, in parte, spiegare i motivi per cui gli Spagnoli, appena possono, evitano di usare l’inglese. E c’é un campo in cui questo congenito anche se mai dichiarato rifiuto nell’usare qualsiasi parola abbia origini anglosassoni ha prodotto risultati creativi di tutto rispetto: l’adattamento dei titoli delle serie TV di madrelingua inglese. Laddove era anche lontanamente possibile tradurre un titolo, e cioé in tutti i casi a meno che questo non fosse costituito da un nome proprio (come “Ally Mc Beal” o “los Simpsons”, ad esempio), gli Spagnoli l’hanno fatto. E, agli occhi di un italiano, non possono sfuggire certe pittoresche scelte che paiono per lo meno discutibili.
Cosa sará mai, ad esempio, il noto “Equipo A”, vale a dire la “Squadra A”? Semplice, é il nome con cui in Spagna é stato ribattezzato l’ “A-Team”. Rimanendo agli anni ottanta: giá l’Italia aveva avuto qualche problema a importare la serie “KnightRider”, e aveva optato per un non originalissimo “Supercar”. La Spagna ci batte: la serie di Michael Knight si chiama nientepopodimeno che “El Coche Fantastico”. Altro che super.
Rimaniamo in zona David Hasselhoff. In Italia non ci siamo azzardati a toccare il giá perfetto ed esotico “Baywatch”. Ma ecco che in Spagna i “Baywatch” vengono rimpiazzati dai “Vigilantes de la Playa”, e pazienza se piu’ che a Pamela Anderson uno pensa ai Righeira.
A volte il titolo originale rimane, ma si aggiunge un che di creativo, rigorosamente in spagnolo, che dovrebbe aiutare a contestualizzare il tema della serie. Ecco cosí che il fortunatissimo serial adolescenziale “Beverly Hills” si trasforma in un improbabile “Sensacion de vivir”, e piu’ che Brandon e Dylan ci viene in mente Little Tony che canta “Mare profumo di mare”. E a proposito di mare: “Love Boat” cede il passo a “Vacaciones en el mar”, che perde un po’ di romanticismo ma pazienza, agli Spagnoli tanto piace viaggiare. Ancora, ecco apparire un esplicito “Corrucion en Miami” al posto del piu’noto “Miami Vice”.
Nemmeno i serial di oggi vengono risparmiati: piu’ che ovvio, ma ugualmente divertente per un italiano, che l’ammazzavampiri Buffy si trasformi in una “Buffy Caza Vampiros” o che l’anglofono “Sex in the City” diventi “Sexo in Nuova York”; meno ovvia la traduzione di “E.R.” con un piu’drammatico “Urgencias”, o l’accostamento a “Rex” di “Un policía diferente”. Si traducono titoli che quasi nessun paese al mondo ha avuto il coraggio di toccare: “Lost” é “Perdidos”, “Taken” é “Abducidos”, “Battlestar Galactica” é “Galactica, Estrella de Combate”. Fino ad arrivare all’improbabile: gli agenti Scully e Mulder non si trovano alle prese con gli intraducibili “X-Files” ma con un non meno misterioso “Expediente X”. A proposito di indagini: scordatevi la “Signora in Giallo”. In Spagna Jessica Fletcher si nasconde dietro un insospettabile “Se ha Escrito un Crimen”.
Nessuna pietá nemmeno per i cartoni animati: al posto dei preistorici “Flinstones”, ecco arrivare “Los Picapiedra”; al posto di “Mila e Shiro”, ecco gli iberici “Juana y Sergio”, e pazienza se hanno la pelle chiarissima e gli occhi a mandorla. Facile trovare le controparti di “Bola de dragón”, “Campeones” e di “Los caballeros del zodiaco”; meno immediato identificare nei “Griffin” la controparte italiana de “Padre de familia”.
In mezzo a tutto questo un grande, imbarazzante interrogativo: che fine ha fatto in Spagna “Happy days”? Pare incredibile ma nessuno qui conosce Fonzie, Potsie e la signora Cunningham. Come si fa a passare un’adolescenza senza le barzellette di Ralph Malph e senza le canzoni del juke box di Arnold’s?
 
posted by staff at 2:59 AM | Permalink |


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